Cosa vedere in Ciociaria: gli itinerari e i luoghi più belli
Cosa vedere in Ciociaria? Terra dalla forte identità rurale, la Ciociaria racconta storie di briganti, antichi popoli e tradizioni secolari. È una terra da esplorare lasciandosi conquistare dai suoi borghi medievali, città megalitiche, antiche abbazie e paesaggi sconfinati.
Estesa principalmente nella provincia di Frosinone, a sud-est di Roma, è una meta perfetta per chi vuole unire storia, cultura e natura, lontano dai soliti itinerari ma non per questo meno affascinante.
In questa guida vi racconto tutti i luoghi imperdibili da vedere in Ciociaria senza dimenticare le tappe golose da non lasciarsi sfuggire. Sono itinerari pensati per una gita fuori porta ma facilmente combinabili tra loro per organizzare un weekend o un viaggio di più giorni. Per chi parte da Roma, è una meta particolarmente comoda per una giornata lontano dalla città.
Anagni e Fiuggi: cosa vedere in Ciociaria tra storia e relax
Situata su un colle che affaccia sulla Valle del Sacco, Anagni saprà stupirvi con il suo ricco patrimonio culturale. Storica città dei Papi, il suo centro storico conserva tutto il fascino di un borgo medievale, a partire dalll’imponente Duomo di Santa Maria.

Imperdibile è la Cripta di San Magno, definita la “Cappella Sistina del Medioevo” per la bellezza degli affreschi che ne ricoprono interamente le pareti. Con un unico biglietto è possibile visitare anche il Museo del Tesoro della Cattedrale e il vicino Palazzo di Bonifacio VIII, legato al celebre episodio dello “schiaffo di Anagni”.

Gironzolando per il centro storico, catturerà sicuramente la vostra attenzione Casa Barnekow. È un edificio storico, ricco di affreschi, legato alla figura del barone svedese Ludwig Barnekow che vi abitò nell’Ottocento. La sua facciata, decorata con iscrizioni e simboli esoterici, la rende uno degli angoli più insoliti e riconoscibili di Anagni.
Se la fame è tanta, concedetevi un assaggio del celebre Timballo di Bonifacio VIII. La ricetta originale è gelosamente custodita e in parte segreta dal ristorante Casa del Gallo. Viene servito tutte le domeniche e nei giorni festivi, mentre nei giorni feriali è obbligatorio richiederlo in anticipo al momento della prenotazione.
Potrete riprendervi dal pranzo concedendovi qualche ora di relax nella vicina Fiuggi, celebre per i suoi stabilimenti termali, come la storica Fonte Bonifacio VIII. Prima di andarvene, lasciatevi conquistare dai vicoli di Fiuggi Vecchia al tramonto, dove spicca la Collegiata di San Pietro.
Ferentino, Fumone e Alatri: sulle tracce della Ciociaria antica
Arroccato su un colle della Valle del Sacco, Ferentino è un borgo della Ciociaria dalle origini antichissime, come testimoniano le tracce preromane, romane e medievali del suo centro storico. Partite dall’Acropoli, ammirandone le imponenti mura megalitiche e la bellissima Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo.
Proseguite verso il Mercato Romano, caratterizzato da antiche botteghe scavate nella roccia. Da qui, percorrendo la Via Consolare e passando sotto la Porta Sanguinaria, una delle più antiche della città, arriverete al Teatro Romano. Bellissima l’Abbazia romanico-gotica di Santa Maria Maggiore.
Prima di scoprire la tappa successiva, concedetevi un bel piatto di fini fini, la tipica pasta fresca ciociara, da gustare nei tanti ristoranti del borgo e poi rimettetevi in viaggio verso Fumone.
Fumone è un piccolo borgo medievale che vale una sosta. È dominato dall’imponente Castello, famoso per essere stato il luogo di prigionia di papa Celestino V. Da non perdere al suo interno, il particolare Giardino Pensile, uno dei più belli d’Europa, da cui si gode una splendida vista sulla campagna della Valle del Sacco. Prima di andarvene, fate incetta di ciambelline al limone, dolce orgoglio del luogo. Sono strepitose.
Concludete la giornata ad Alatri nota come la “Città dei Ciclopi” per la sua maestosa cinta muraria costrutita a secco con blocchi di pietra giganteschi. Il centro storico, racchiude tesori medievali unici come la duecentesca Chiesa di Santa Maria Maggiore, custode del rarissimo affresco del “Cristo nel Labirinto“, e la Concattedrale di San Paolo, che ospita le reliquie del Miracolo Eucaristico del 1228.
La Certosa di Trisulti e le grotte di Collepardo : tra spiritualità e natura
Tra le cose da vedere assolutamente in Ciociaria non può mancare una visita alla Certosa di Trisulti. A più di 800 metri di altezza è immersa nella quiete dei boschi dei monti Ernici. Fondata nel XII secolo dai Certosini, conserva ancora oggi il fascino austero dell’antico monastero, tra chiostri, cortili e una biblioteca di volumi pregiati. Davvero splendida l’antica Farmacia, dalle volte interamente affrescate e con gli arredi e i vasi originali del Settecento. Da non perdere anche i curati giardini all’italiana dove concedersi una passeggiata avvolti dal silenzio del luogo.
Dalla Certosa di Trisulti vale la pena spingersi alla scoperta di un territorio che l’acqua ha modellato nei millenni. Qui il carsismo ha scavato grotte, aperto profonde doline e fatto riaffiorare sorgenti, creando un paesaggio sorprendente tanto in superficie quanto nel sottosuolo. Ne sono un esempio le vicine Grotte di Collepardo, un affascinante viaggio nel cuore dei Monti Ernici. La visita non richiede molto tempo: il percorso è lungo appena un chilometro ma rimarrete stupiti dalle stalattiti e stalagmiti che qui assumono suggestive forme antropomorfe. L’esperienza è adatta a tutti ed è perfetta da inserire in un itinerario alla scoperta delle meraviglie naturali della Ciociaria.
Nel biglietto potete includere anche la visita al particolare pozzo d’Antullo, una delle voragini di crollo più grandi e spettacolari d’Europa, distante circa 4 chilometri dalle grotte. Un sentiero gira tutto intorno al bordo della cavità, permettendo di ammirare le pareti rocciose e la fitta foresta che ha ricoperto il fondo. Un angolo davvero insolito e selvaggio in Ciociaria.
Veroli e Casamari: tra storia e spiritualità
Arroccato sui Monti Ernici, Veroli è tra i borghi più affascinanti da vedere in Ciociaria. Il centro storico, protetto da antiche mura, è ricco di testimonianze che raccontano la sua lunga storia.
Iniziate la visita dalla Basilica di Santa Maria Salome, patrona della città, celebre per custodire la Scala Santa, una delle tre sole al mondo. Proseguite poi verso la Concattedrale di Sant’Andrea custode di un inestimabile tesoro di reliquie e importanti oggetti di arte sacra in oro, argento e pietre preziose. Una collezione straordinaria, normalmente accessibile solo su prenotazione, che da sola vale il viaggio a Veroli.
Merita poi una sosta il Museo Civico Archeologico. Tra reperti preromani e romani potrete ammirare i Fasti Verolani, una rarissima testimonianza dell’antico calendario romano del I secolo d.C. di cui trovate una riproduzione anche nel Cortile di Casa Reali, nel cuore del centro storico.
Nel Rione Santa Croce potrete invece immergervi nell’atmosfera medievale dell’antico borgo, tra vicoli e antiche botteghe. Qui sono ancora attivi i tradizionali forni a legna, dove ogni giorno viene sfornata la celebre ciammella verolana all’anice. Perfetta da assaggiare appena sfornata prima di concedervi l’altra specialità del luogo: il garofolato, uno spezzatino di carne di pecora profumato ai chiodi di garofano.
Terminate la giornata immergendovi nella suggestiva atmosfera dell’Abbazia di Casamari, uno dei più maestosi esempi di architettura gotico-cistercense in Italia. Il complesso, ospita una ricca biblioteca monumentale con codici preziosi e un museo archeologico con reperti romani. Nell’antica farmacia-erboristeria potrete riportare a casa, liquori, rimedi e prodotti naturali realizzati secondo le antiche ricette dei monaci.
Monte San Giovanni Campano e Boville Ernica: tra castelli e panorami
In una lista dei luoghi da vedere in Ciociaria non può mancare Monte San Giovanni Campano, un angolo nascosto quanto affascinante di questa terra. Aggrappato a uno sperone roccioso,il borgo è racchiuso da antiche mura, interrotte da numerose torrette e porte medievali e culminante nell’imponente Castello d’Avalos.
La fortezza, risalente alla fine del X secolo, è celebre per aver ospitato la prigionia di San Tommaso d’Aquino. Una visita guidata è il modo migliore per scoprire le storie e i segreti che si celano tra le sue antiche mura. Oltre alla fortezza, merita una sosta la Collegiata di Santa Maria della Valle. Al suo interno custodisce un maestoso altare di marmi pregiati e un dipinto del Cavalier d’Arpino, il maestro di Caravaggio.
Qui il miglior souvenir da riportare a casa è il pregiato olio extravergine d’oliva che si produce nelle campagne circostanti.
Concludete la giornata a Boville Ernica, un magnifico borgo medievale fortificato inserito a pieno titolo nella lista dei Borghi più Belli d’Italia. La principale attrazione del paese è la Chiesa di San Pietro Ispano, un vero e proprio scrigno d’arte che custodisce l’unico mosaico intatto al mondo attribuito a Giotto. All’interno, si può ammirare anche un rarissimo sarcofago paleocristiano del IV secolo d.C. La settecentesca Collegiata di San Michele Arcangelo custodisce invece, tele del Cavalier D’Arpino e dei più importanti protagonisti della pittura romana tra Seicento e Settecento.
Per completare l’esperienza, lasciatevi tentare dai locali del centro e assaggiate il “pane sotto”, una ricca e gustosa zuppa, uno dei piatti simbolo della cucina povera e contadina della Ciociaria.
Arpino, Isola del Liri e Lago di Posta Fibreno: tra panorami e cascate
Arpino, famosa per aver dato i natali al celebre oratore Cicerone, è uno dei borghi da vedere assolutamente in Ciociaria. Le sue origini sono antichissime e legate alla civiltà dei Pelasgi e dei Volsci, di cui ancora oggi si possono ammirare importanti testimonianze nell’Acropoli di Civitavecchia, la parte più antica della città.
Il salotto buono di Arpino è la splendida Piazza del Municipio, cuore pulsante della vita cittadina e luogo ideale per concedersi una pausa tra locali e palazzi storici. Approfittatene per assaggiare le sagne e fagioli, uno dei piatti simbolo della tradizione ciociara. Ad Arpino alla ricetta originale, vengono aggiunti anche i ruschi, delicati asparagi selvatici, una versione particolarmente amata da Marcello Mastroianni, il celebre attore nato proprio da queste parti.
Per conoscere davvero l’anima di Arpino dovete però addentrarvi negli affascinanti quartieri medievali di Ponte e Civita. In passato qui si concentravano le botteghe dei liutai che hanno reso la città celebre nel mondo per la produzione artigianale dei mandolini. Oggi a raccontare questo glorioso passato è rimasto solo il Museo dei Liutai ,una tappa interessante per conoscere da vicino la storia di questa particolare eccellenza artigianale.
Potete unire la visita di Arpino con il vicino borgo di Isola del Liri, una delle cittadine più fotografate del Lazio. È infatti l’unico posto in Italia e tra i pochi al mondo, dove una cascata si getta proprio tra le antiche via del borgo. Si tratta della Cascata Grande, alimentata dal ramo sinistro del fiume Liri, che con un salto di 27 metri regala uno spettacolo di straordinaria potenza e bellezza.
A farle da quinta, l’elegante Castello Boncompagni-Viscogliosi, che oltre ad offrire una vista privilegiata sulla cascata, conserva al suo interno splendidi giardini e ambienti affrescati.
La forza del fiume Liri alimentava un tempo numerose cartiere e industrie tessili che hanno dato lustro e ricchezza alla cittadina. Oggi, purtroppo, di quella fiorente attività produttiva rimangono soltanto le testimonianze degli antichi stabilimenti ottocenteschi, ancora visibili lungo le rive del fiume.

Terminate la vostra giornata rilassandovi sulle sponde del Lago di Posta Fibreno, una delle oasi naturali più suggestive della Ciociaria. Il lago è famoso per la sua caratteristica isola galleggiante, che si sposta con il vento sulla superficie dell’acqua.
Le sue acque, limpide ospitano un ecosistema ricco e delicato, che viene protetto vietando la navigazione con barche a motore. Si naviga infatti con le nauè, caratteristiche imbarcazioni a remi, ideali per immergersi nella tranquillità di questo angolo incontaminato della Ciociaria.

San Donato Val di Comino e Picinisco: nel cuore della Valle di Comino
La Val Comino è una delle zone più belle e suggestive della Ciociaria, da vedere almeno una volta. Incorniciata dalle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è un territorio fatto di piccoli borghi, boschi e ampie vallate.
È un luogo che merita sicuramente più di una visita fugace. Il mio consiglio è di fermarsi almeno qualche giorno per scoprire con calma ogni angolo e assaporare quell’atmosfera rilassata che la rende così speciale. Da Roma servono infatti almeno un paio d’ore di viaggio, ma la distanza viene ampiamente ripagata.
Se avete solo una giornata a disposizione, potete iniziare dal borgo di Alvito e concedervi una gustosa colazione alla storica Pasticceria Macioce. Qui è d’obbligo assaggiare una delle specialità più celebri del paese, il Torrone Ducato di Alvito, preparato con finissima pasta reale e proposto in diverse irresistibili varianti.

Non fermatevi però al solo torrone. Fate scorta anche di Ducatini e Susamelli, biscotti della tradizione preparati ancora oggi seguendo le antiche ricette di famiglia. Piccole delizie da riportare a casa, da regalare o semplicemente da concedersi al rientro, per portare con sé un dolce ricordo di questa terra sorprendente.
Gironzolate tra gli antichi palazzi nobiliari di Alvito e poi proseguite verso San Donato Val Comino. Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, è un gioiello medievale in pietra incastonato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il centro storico, fatto di vicoli stretti, antiche case e portali barocchi, conserva ancora intatto il fascino del borgo di montagna. Visitate il Santuario dell’VIII secolo e proseguite fino a raggiungere la torre medievale, da cui si gode una vista impagabile sulla valle.
In autunno, potete dedicare il resto della giornata ai meravigliosi boschi della vicina Forca d’Acero, uno dei luoghi più suggestivi del Lazio per ammirare il foliage.
In alternativa, proseguite verso Picinisco, un delizioso borgo raccolto ai piedi del maestoso Castello Medievale dei Conti di Aquino. Perdetevi tra le sue stradine e raggiungete il Belvedere di Piazza Capocci, da cui si ha una magnifica vista sulla Val Comino.
Picinisco è anche il posto giusto per scoprire una delle eccellenze gastronomiche della valle: il Pecorino di Picinisco DOP. Per assaggiarlo, fermatevi a Casa Lawrence, agriturismo e caciosteria alle porte del paese, dove potrete anche acquistare direttamente alcuni dei migliori prodotti del territorio.

Il luogo deve il suo nome allo scrittore inglese D.H. Lawrence, che scelse di soggiornare proprio qui. Rimase talmente affascinato dalla Val Comino che trovò ispirazione per La ragazza perduta, uno dei suoi romanzi più celebri.
Montecassino: abbazia, storia e memoria
Montecassino è una di quei luoghi da vedere assolutamente in Ciociaria. L’abbazia, tappa finale del Cammino di San Benedetto, che da Norcia attraversa il cuore del Lazio, domina dall’alto l’omonimo colle e la città di Cassino. Fu fondata nel 529 da San Benedetto e nonostante le distruzioni che l’hanno segnata nei secoli, continua a essere uno dei siti più affascinanti e suggestivi della regione.
Quella che vediamo oggi è l’abbazia ricostruita dopo il tragico bombardamento del 1944. Basta varcare l’ingresso per lasciarsi sorprendere dalla bellezza dei suoi chiostri e dalla monumentalità della Basilica. Nella cripta, tra preziosi mosaici superstiti, sono custodite le spoglie di San Benedetto e di sua sorella Santa Scolastica. A completare la visita ci sono il Museo d’arte e la Biblioteca monumentale, custode di codici e manoscritti medievali di straordinario valore.
Poco sotto l’abbazia, si trova il Cimitero Militare Polacco, uno dei luoghi più struggenti legati alla memoria della Seconda guerra mondiale. Qui riposano oltre mille soldati del II Corpo d’Armata Polacco che, durante la battaglia di Montecassino, riuscì a sfondare le linee tedesche.
Ai piedi del monte, scoprite anche Casinum, l’antica città romana da cui deriva il nome dell’odierna Cassino. L’area archeologica conserva importanti testimonianze del passato, tra cui il Teatro Romano, l’Anfiteatro e il Mausoleo di Ummidia Quadratilla.

Le Grotte di Pastena e Castro dei Volsci: tra natura e borghi
Le Grotte di Pastena sono tra le più belle e spettacolari grotte del Lazio. Il percorso porta nel cuore dei Monti Ausoni e attraversa sale sotterranee talmente imponenti da essere state utilizzate come rifugio durante la Seconda guerra mondiale.
Qui stalattiti e stalagmiti hanno ispirato i nomi della Sala delle Meraviglie e della Sala dei Drappeggi. Ma è nella Sala del Lago Blu che si trova lo spettacolo più suggestivo: una cascata di dieci metri che si getta in un profondo laghetto color cobalto.
Nel pomeriggio raggiungete Castro dei Volsci, uno dei borghi più affascinanti da vedere in Ciociaria. È un gioiello medievale arroccato su una collina e affacciato sulla valle, tanto da essersi guadagnato il soprannome di “Balcone della Ciociaria”. Dal Belvedere di San Nicola si gode uno dei panorami più suggestivi del territorio.
Passeggiate senza fretta tra i vicoli in pietra, gli archi antichi e le botteghe storiche. Scoprite la casa natale di Nino Manfredi e il commovente Monumento alla Mamma Ciociara, dedicato alle donne della Ciociaria vittime di violenze durante la Seconda guerra mondiale.
Se questo articolo su cosa vedere in Ciociaria vi è piaciuto, continuate il viaggio alla scoperta delle altre meraviglie del Lazio. Dalla Tuscia alla Sabina, dai Monti Simbruini alla Riviera di Ulisse, passando per i suggestivi Castelli Romani, le occasioni per una nuova gita non mancano. Territori molto diversi tra loro, ma accomunati da borghi affascinanti, natura, storia e sapori autentici. Chissà che non troviate l’ispirazione per il prossimo weekend fuori porta.
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