Parco dei Monti Simbruini

Parco dei Monti Simbruini, tra storia e natura ad un’ora da Roma

Il Parco dei Monti Simbruini, al confine con l’Abruzzo, è l’area protetta più vasta del Lazio, tra la provincia di Roma e quella di Frosinone. A meno di un’ora dalla capitale, è una delle mete più belle per una gita fuori porta tra natura, borghi e luoghi ricchi di storia.

Qui si trovano boschi, montagne e piccoli centri abitati perfetti da esplorare per chi cerca cosa vedere nei Monti Simbruini in un giorno o in un weekend.

Il Parco dei Monti Simbruini si inserisce in un’area del Lazio ricca di borghi e itinerari da scoprire, proprio come la Sabina, i Castelli Romani e la Tuscia.

Cosa vedere nel Parco dei Monti Simbruini

Cervara di Roma: il borgo degli artisti tra natura e panorami sui Simbruini

Tra i borghi del Parco da vedere, c’è quello di Cervara di Roma, il cui nome sembri derivare dalla presenza di numerosi cervi che vivevano in zona. Oggi, per incontrarli, bisogna spostarsi in località Prataglia, poco distante dal paese. Qui è stata istituita l’area faunistica del cervo, per tutelare la specie, ma anche per farla tornare a ripopolare la zona.  Molti di questi esemplari, infatti, vengono rilasciati in natura proprio con questo intento.  

Il paese di Cervara di Roma, nel parco dei Monti Simbruini

Cervara è tuttavia conosciuta soprattutto per essere il borgo degli artisti. Dall’Ottocento, non ha mai smesso di essere meta di pittori, poeti e scultori provenienti da tutta Europa, ispirati dalla bellezza dei suoi paesaggi. Un dipinto su Cervara è addirittura esposto al museo d’ Orsay di Parigi! Si tratta del quadro “Les cervarolles” (le donne di Cervara ), opera del pittore francese Hebert, che proprio a Cervara scelse di vivere per alcuni mesi. Anche il maestro Ennio Morricone, scelse Cervara come suo buen retiro, arrivando a dedicarle persino un notturno.

Numerosi sono i murales sparsi per il borgo, così come le sculture in pietra lungo la scalinata della Pace e la scalinata degli Artisti, tra le quali, lo stesso spartito del notturno di Ennio Morricone.

Murales di Cervara di Roma
Scalinata della Pace a Cervara di Roma
Scalinata della Pace
Il pentagramma con le note di Ennio Morricone
Il pentagramma con le note di Ennio Morricone

Campaegli: panorami selvaggi nel cuore del Parco

Cervara è il punto di partenza ideale per andare in esplorazione del Parco dei Monti Simbruini. A una manciata di chilometri di distanza, seguite le indicazioni per Campaegli. Vi ritroverete nel cuore del Parco, in una vallata ricoperta di boschi, dove non di rado si incontrano cavalli allo stato brado e mandrie di mucche al pascolo. È incredibile come a solo un’ora dalla città, il paesaggio possa cambiare totalmente e ci si ritrovi in un contesto quasi selvaggio.

Campaegli, nel parco dei Monti Simbruini
Il maneggio di Campaegli nel parco dei Monti Simbruini
Passeggiate a cavallo nel parco dei monti Simbruini
Il rifugio montano "Il Tartufo" a Campaegli

Monte Livata: la montagna di Roma

Poco distante, si raggiunge il monte Livata, conosciuto come la montagna della capitale. D’inverno, infatti, consente di sciare ad appena un’ora da Roma. D’estate invece, i suoi boschi si riempiono di escursionisti e di famiglie in cerca di frescura. La differenza di temperatura rispetto a Roma infatti, è significativa, può arrivare fino a dieci gradi in meno  rendendolo un rifugio perfetto nei mesi più caldi. 

Subiaco: cosa vedere tra monasteri e centro storico nei Monti Simbruini

Poco meno di una ventina di chilometri, separa il Monte Livata dalla cittadina di Subiaco. Fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e delle bandiere arancioni del Touring Club.

Il nucleo originario si avviluppa tutto intorno alla Rocca abbaziale, famosa per aver dato i natali a Cesare e Lucrezia Borgia e che è possibile visitare. A mio avviso però, la parte più affascinante è quella del borgo degli Opifici, quartiere di origine medievale dove si concentravano le botteghe degli artigiani. Il quartiere si è sviluppato lungo il percorso del fiume Aniene che attraversa la città. Lungo le sue rive ritroviamo anche il borgo dei Cartai. È un museo che riproduce gli interni di una cartiera dell’Ottocento e dove si produce ancora la carta a mano, secondo le antiche tecniche. Subiaco infatti, per circa un millennio è stato il centro più importante per la lavorazione della carta.

La natura di questi luoghi, deve aver ispirato San Benedetto, poiché solo in questa zona fondò circa 12 monasteri. Purtroppo solo due sono scampati alla distruzione del tempo e si trovano poco fuori l’abitato di Subiaco.

Monastero del Sacro Speco a Subiaco

Sacro Speco, il monastero scavato nella roccia

Il primo, il monastero del Sacro Speco, è tra i due, quello più impressionante. E’ stato costruito a ridosso della parete del monte Taleo, a cui sembra aggrappato. Già solo la sua posizione a picco sulla valle, contribuisce ad ammantare il luogo di spiritualità e misticismo. Ma la bellezza esterna non è che un assaggio di quella che vi aspetta dentro. Gli interni infatti, sono completamente affrescati da splendidi dipinti che raccontano la vita di San Benedetto. Negli affreschi, potrete inoltre scorgere il vero volto di San Francesco d’Assisi, ritratto durante il suo soggiorno al monastero. Nel corso della visita, che è libera ma con guida obbligatoria, è possibile inoltre vedere la grotta dove san Benedetto visse per qualche anno da eremita.

Affreschi del monastero del sacro Speco a Subiaco

Il monastero di Santa Scolastica, il monastero più antico al mondo

Altrettanto bello è l’altro monastero sopravvissuto, quello di Santa Scolastica, sorella di san Benedetto. Innanzitutto è il più antico monastero benedettino al mondo. Ma questo non è il suo unico primato. Qui infatti, è nata la prima tipografia in Italia e qui è stato stampato il primo libro italiano. Anche in questo caso la visita è libera ma si viene comunque accompagnati da una guida. Fortunatamente aggiungo io, altrimenti non si riuscirebbe ad apprezzare fino in fondo ciò che si sta vedendo.

Interni del monastero di santa Scolastica
Interni del monastero di santa Scolastica a Subiaco

Laghetto di San Benedetto: uno dei luoghi più suggestivi del Parco dei Monti Simbruini

Poco distante dal monastero di Santa Scolastica, c’è un’altra attrazione da non perdere. Seguite le indicazione per il laghetto di San Benedetto e vi ritroverete immersi in uno scenario naturale incantevole.

Purtroppo per accedervi, l’unica soluzione è quella di lasciare la macchina sul ciglio della strada non essendo presente un parcheggio vero e proprio. Va da sé che avrete più possibilità evitando i fine settimana. Inoltre proprio per arginare il flusso, durante il periodo estivo, si prevede un ingresso contingentato e a pagamento (tre euro a persona).

Prima di arrivare al laghetto, si costeggia per un bel pezzo il corso del fiume Aniene, all’ombra di un sentiero nella foresta. Il nome del lago non ha niente a che vedere con il santo, se non la vicinanza al monastero. È stato infatti creato deviando l’Aniene, per volere dell’imperatore Nerone, che qui aveva la sua villa. Il laghetto quindi era per il suo refrigerio personale con tanto di cascata a corredo. Lo stesso motivo per cui ogni anno, d’estate, viene preso d’assalto dai turisti. Le acque sono davvero gelide ma splendide, sono infatti conosciute con l’appellativo “i Caraibi di Roma” (ovviamente con le dovute proporzioni).

Fiume Aniene nel parco dei monti Simbruini
Laghetto di san Benedetto, a Subiaco

Ad ogni modo, i resti della villa di Nerone sono ancora oggi visibili ma purtroppo sono solo ruderi che non rendono né le dimensioni né la magnificenza della residenza che fu.

Se ti è piaciuto questo itinerario nei Monti Simbruini, puoi continuare a esplorare il Lazio tra la Sabina, i Castelli Romani, la Tuscia e la Riviera di Ulisse, ognuna con caratteristiche diverse, ma tutte perfette per scoprire il territorio con lentezza.

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