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Alla scoperta della Tuscia tra borghi storici e natura incontaminata

Cosa vedere nella Tuscia? A nord di Roma, dove la campagna laziale lascia spazio a colline, boschi e laghi vulcanici, si estende la Tuscia, una terra dal fascino discreto, punteggiata da borghi medievali, antiche città etrusche e sorgenti termali.

Estesa tra il lago di Bracciano e il confine con l’Umbria e Toscana, è un territorio da attraversare lentamente, lasciandosi sorprendere da luoghi che raccontano un Lazio inedito.

In questo itinerario di 6 giorni vi porto alla scoperta della Tuscia più autentica e iconica: da Viterbo ai borghi arroccati sul tufo, dalle necropoli etrusche di Tarquinia alle acque del Lago di Bolsena, fino ai paesaggi del Lago di Vico e del Lago di Bracciano.

Se non avete sei giorni, scegliete le tappe che più vi incuriosiscono e costruite il vostro viaggio seguendo i vostri tempi e interessi. Partendo da Roma, la Tuscia è facilmente raggiungibile e si presta perfettamente a una gita fuori porta, a un weekend o a un viaggio di più giorni, senza allontanarsi troppo dalla capitale.
Se siete pronti a partire, ecco cosa vedere nella Tuscia e le tappe da non perdere.

Giorno 1: Viterbo, Villa Lante e le terme

Iniziate la scoperta della Tuscia partendo proprio dal suo centro principale, Viterbo, dalle origini antichissime e conosciuta come la Città dei Papi. Nel Medioevo fu infatti sede pontificia e ancora oggi importanti testimonianze di quel periodo si ritrovano nel Palazzo dei Papi, riconoscibile dalla suggestiva Loggia delle Benedizioni. Con un unico biglietto potrete visitare anche il vicino Duomo di San Lorenzo e il Museo del Colle del Duomo, che custodisce reperti archeologici e opere d’arte che raccontano la storia di Viterbo e della Tuscia.

Proseguite verso Piazza del Plebiscito ed entrate nel Palazzo dei Priori, oggi sede del Comune, dove potrete ammirare le eleganti sale affrescate. Da qui potete addentrarvi nel quartiere di San Pellegrino, il quartiere medievale più grande d’Europa. Tra vicoli, archi, torri e caratteristiche case con profferli, passeggiate senza fretta fino al quartiere Pianoscarano respirando l’atmosfera della Viterbo medievale.

Villa Lante a Bagnaia

A pochi chilometri dal centro di Viterbo, nella frazione di Bagnaia, non perdetevi Villa Lante, uno dei più importanti esempi di giardino all’italiana del Lazio, famoso per le sue fontane, i giochi d’acqua e i giardini terrazzati.

Le terme della Tuscia

Concludete la giornata con qualche ora di relax alle terme. La zona di Viterbo è infatti ricca di sorgenti di acqua termale e offre diverse possibilità.

Le più famose sono sicuramente le Terme dei Papi, un complesso termale a pagamento. Le Terme del Bullicame e le Piscine Carletti sono invece ad accesso libero ma prive di servizi, mentre le Terme del Bagnaccio, sono libere ma con servizi a pagamento. Quale modo migliore per concludere la prima tappa del vostro viaggio nella Tuscia?

Giorno 2: la Tuscia etrusca

Tarquinia, tra tombe dipinte e storia millenaria

Tarquinia è una delle tappe imperdibili per chi vuole scoprire la Tuscia etrusca. La città conserva un interessante centro storico medievale e un importante Museo Archeologico. Ospitato nello splendido Palazzo Vitelleschi, espone reperti etruschi ritrovsti nel territorio di Tarquinia, come i famosi Cavalli Alati. Nelle vicinanze non perdete la Necropoli dei Monterozzi, Patrimonio UNESCO, famosa per le numerose tombe dipinte che custodiscono alcune delle più importanti testimonianze della pittura etrusca.

Parco Archeologico di Vulci: tra natura e civiltà etrusca

Il resto della giornata dedicatelo alla scoperta di Vulci. Spesso tralasciata tra le cose da vedere nella Tuscia, Vulci è in realtà una perla da non lasciarsi sfuggire. Vale la pena spingersi fin qui, al confine con la Toscana, per scoprire quella che fu una delle città più importanti e potenti dell’Etruria.

Oggi l’antica città è un immenso parco archeologico a cielo aperto, dove le testimonianze della civiltà etrusca si incontrano con una natura sorprendentemente selvaggia. Concedetevi una pausa sulle sponde del Laghetto del Pellicone, incorniciato da alte pareti di roccia vulcanica, è di una bellezza disarmante.

Laghetto del Pellicone, imperdibile tappa da vedere nella Tuscia

A poca distanza dal parco archeologico, non perdetevi il particolare Ponte dell’Abbadia, costruito in epoca romana sul fiume Fiora, e il vicino Castello dell’Abbadia. Insieme formano una scenografia davvero suggestiva: vi sembrerà quasi di essere finiti dentro un dipinto di Hubert Robert sulla campagna romana.

Il castello ospita il Museo Archeologico Nazionale di Vulci, dove sono conservati numerosi reperti provenienti dagli scavi dell’antica città.

Giorno 3: tra borghi e boschi della Tuscia viterbese

Vitorchiano, il borgo del Moai

Il terzo giorno dedicatelo ai borghi della Tuscia viterbese. Partite da Vitorchiano arroccato su una rupe di peperino a strapiombo sulla valle del Vezza e circondato da boschi e torrenti che ne esaltano la bellezza selvaggia.

Il centro storico conserva il fascino del borgo medievale, con vicoli, palazzi e numerosi stemmi legati alla secolare fedeltà di Vitorchiano a Roma, tanto da ottenere il privilegio di fornire uomini alla Guardia Capitolina.

Vitorchiano è però famoso soprattutto per la presenza di un autentico Moai, ispirato alle celebri statue dell’Isola di Pasqua e realizzato da una famiglia di Rapa Nui utilizzando il peperino locale.

Da non perdere poi anche il Centro Botanico Moutan, celebre per essere una delle collezioni di peonie più importanti al mondo, con un’incredibile varietà di esemplari. Il giardino è visitabile solo durante il periodo della fioritura. Sul sito del Centro Botanico Moutan trovate tutte le informazioni aggiornate sui periodi di apertura. E per chi volesse portare a casa un po’ di questa bellezza, è possibile anche acquistare alcuni esemplari.

il moai di Vitorchiano

Sacro Bosco di Bomarzo: il Parco dei Mostri

Il Sacro Bosco di Bomarzo, meglio conosciuto come Parco dei Mostri, è senza dubbio una delle attrazioni più particolari della Tuscia. Realizzato nel XVI secolo per volere di Pier Francesco Orsini, signore di Bomarzo, il parco è un luogo unico nel suo genere. Tra gli alberi e la vegetazione emergono infatti enormi sculture in peperino che rappresentano figure mitologiche, grottesche e oniriche. Dedicate almeno un paio d’ore alla visita, lasciandovi guidare tra i sentieri in un’atmosfera davvero surreale, resa ancora più suggestiva dall’ambientazione nel bosco.

Tra le cose da vedere nella Tuscia, il parco dei mostri a Bomarzo
La casa inclinata a Bomarzo
La casa inclinata – Credits Michela Mannoia

Celleno e Sant’Angelo in Roccalvecce

Se il tempo lo permette, il tragitto da Bomarzo a Civita di Bagnoregio offre l’occasione per scoprire altri due piccoli borghi : Celleno e Sant’Angelo di Roccalvecce, perfetti per arricchire l’itinerario con qualche scorcio in più della Tuscia.

Celleno è un borgo fantasma, completamente abbandonato, dove si passeggia tra antiche case diroccate, vicoli silenziosi e le rovine del Castello Orsini.

celleno
Celleno – Credits Michela Mannoia

Sant’Angelo in Roccalvecce è un piccolo borgo della Tuscia conosciuto come il “paese delle fiabe”. Le facciate delle case e gli angoli del paese sono stati infatti trasformati in una sorta di galleria a cielo aperto, con coloratissimi murales ispirati alle fiabe e ai loro protagonisti.

Civita di Bagnoregio, la città che muore

È uno dei luoghi simbolo della Tuscia e una tappa che non può mancare. Civita di Bagnoregio è uno di quei posti che, nonostante le immagini viste e riviste, riescono a sorprendere ancora di più dal vivo. Se riuscite, fate in modo di trovarvi qui al tramonto. Vi sembrerà quasi un sogno.

Il lungo ponte pedonale è l’unico collegamento con la terraferma e attraversarlo significa entrare lentamente in un paesaggio quasi irreale. Davanti a voi, il borgo appare sospeso sulla Valle dei Calanchi, arroccato su uno sperone di tufo modellato nei secoli dall’erosione. Una volta oltrepassata la porta d’ingresso, vicoli e scorci panoramici regalano la sensazione di essere entrati in un luogo fuori dal tempo.

Credits Mike Huang -Pexels

Civita è conosciuta come “la città che muore”, un nome legato alla fragilità del territorio su cui sorge e al progressivo spopolamento che ne ha segnato la storia. Eppure, tra le antiche case di tufo, il borgo continua a vivere: fiori colorati adornano finestre e vicoli, mentre eleganti strutture ricettive hanno riportato nuova vita a questo angolo sospeso della Tuscia.

Per visitarla è previsto un biglietto d’ingresso: prima di partire, controllate sul sito ufficiale orari, prezzi e modalità di accesso.

Credits Laura Meinhardt – Pexels

Giorno 4: il Lago di Bolsena e i suoi borghi

Il quarto giorno dedicatelo al Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, circondato da borghi e paesaggi che regalano scorci davvero incantevoli. Iniziate da Marta, piccolo borgo di pescatori affacciato sul lago, e salite fino alla Torre dell’Orologio per ammirare il panorama dall’alto.

Raggiungete poi Capodimonte, raccolto su un suggestivo promontorio a picco sul lago. Dalla Rocca Farnese la vista è splendida, mentre la lunga spiaggia ai piedi del borgo invita a una pausa e, nei mesi più caldi, a un bagno nelle acque limpide del lago.

La tappa successiva è Bolsena, il borgo che ha dato il nome al lago. Perdetevi tra le vie del centro storico, ammirate la Collegiata di Santa Cristina e raggiungete la Rocca Monaldeschi, prima di proseguire verso Montefiascone, arroccata sulle colline con una splendida vista sul lago. La cittadina è famosa per il vino Est! Est!! Est!!! e per la Cattedrale di Santa Margherita, sormontata da una delle cupole più grandi d’Italia.

Giorno 5: il Lago di Vico, Caprarola e la faggeta vetusta

Tra i luoghi da vedere nella Tuscia, vale sicuramente la pena fare una tappa alla Riserva Naturale del Lago di Vico, nel cuore dei Monti Cimini. Di origine vulcanica, il lago è circondato da fitti boschi di latifoglie e faggete, attraversati da sentieri ideali per trekking, mountain bike e birdwatching.

Durante la bella stagione, le sue acque limpide invitano anche a un bagno rinfrescante. Lungo le rive si trovano aree attrezzate, dove è possibile noleggiare pedalò e canoe, oltre a bar e ristoranti con piacevoli viste sul lago.

A poca distanza si trova la Faggeta vetusta del Monte Cimino, uno dei boschi più suggestivi della Tuscia. I suoi faggi secolari, particolarmente spettacolari durante il foliage autunnale, fanno parte dal 2017 del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Un luogo dal fascino quasi fiabesco, dove non è difficile comprendere perché, secondo la tradizione, gli Etruschi considerassero questo bosco un luogo sacro.

Caprarola il borgo dei Farnese

Alle porte del Lago di Vico, Caprarola custodisce un gioiello della Tuscia rinascimentale. Originari proprio di questo territorio, i Farnese la scelsero come luogo ideale per costruire il loro imponente palazzo progettato dall’architetto Vignola.

Palazzo farnese a Caprarola

L’austerità dell’esterno non lascia immaginare la ricchezza degli ambienti interni, decorati con splendidi affreschi. Tra questi spiccano la Sala del Mappamondo, la Sala di Ercole e la Sala dei Fasti Farnesiani. A colpire i visitatori è anche la Scala Regia, con la sua caratteristica forma elicoidale.

Imperdibili anche i giardini di Palazzo Farnese, arricchiti da statue, fontane e giochi d’acqua all’ombra di alberi secolari.

la scala regia di palazzo Farnese
Sala del Mappamondo di palazzo Farnese
Sala del Mappamondo

Giorno 6: il Lago di Bracciano e la città perduta di Monterano

Meta prediletta dai romani per una gita fuori porta, il Lago di Bracciano è uno dei luoghi imperdibili da vedere nella Tuscia se amate le atmosfere sospese e un po’ malinconiche dei laghi e i piccoli borghi affacciati sulle rive.

Iniziate da Bracciano, dominato dal maestoso Castello Orsini-Odescalchi. Poi addentratevi nel centro storico, sviluppato attorno alla fortezza, dove si conserva ancora l’antico impianto medievale, tra piazzette, stradine caratteristiche e scorci sul lago.

Tra le cose da vedere nella tuscia c'è il borgo di Bracciano


Proseguite il viaggio fino ad Anguillara Sabazia. Quando il lago è calmo, il promontorio sul quale è stato costruito, si riflette sulle acque facendolo sembrare un dipinto. Arrapincatevi fino alla Collegiata di Santa Maria Assunta per una vista mozzafiato sulla caldera e poi rilassatevi in uno dei tanti locali sul lungolago affacciati direttamente sull’acqua.

Proseguendo lungo la sponda opposta si arriva a Trevignano Romano, elegante e raccolto, con un bel lungolago ricco di locali e ristoranti. Il borgo è dominato dalla Chiesa di Santa Maria Assunta, la salita ripaga con una splendida vista sul lago. Il borgo ha origini molto antiche e il territorio ha restituito importanti testimonianze della presenza etrusca, oggi conservate nel Museo Civico Etrusco Romano.

Anguillara Sabazia
Anguillara

Se cercate un luogo capace di sorprendere, allora dovete aggiungere l’Antica Monterano tra le tappe del vostro itinerario. A pochi chilometri da Canale Monterano, questa città fantasma emerge con le sue rovine dal verde della Riserva Naturale Regionale di Monterano.

Vi imbatterete nell’imponente acquedotto, che attraversa il paesaggio con le sue arcate, nel palazzo ducale e nella suggestiva Chiesa di San Bonaventura, progettata da Gian Lorenzo Bernini. Il tempo e la natura hanno trasformato ciò che resta dell’antica città in uno scenario fiabesco che rende Monterano uno dei luoghi più sorprendenti da vedere nella Tuscia.

Calcata, il borgo degli artisti

Tra le cose da vedere nella Tuscia non può mancare Calcata, un piccolo borgo arroccato sul tufo e circondato dalla natura della Valle del Treja. Qui arte, natura e un’atmosfera bohémien si incontrano in uno degli angoli più particolari della Tuscia. A partire dagli anni Sessanta infatti, il paese ha attirato numerosi artisti e persone in cerca di uno stile di vita alternativo, i quali hanno contribuito alla rinascita del borgo dopo un lungo periodo di abbandono.

La rupe tufacea sulla quale è costruita, isolata dal resto del paesaggio, le ha conferito il fascino di un borgo sospeso nel tempo, dove, per i vicoli, risuonano ancora le attività delle piccole botteghe artigiane. A farvi compagnia, ci saranno tanti gatti in cerca di qualche carezza.

Il borgo di Calcata, uno dei luoghi da vedere nella Tuscia

Nei dintorni di Calcata: la Valle del Treja

Una tappa interessante da abbinare alla visita di Calcata,sono le cascate del Monte Gelato, immerse nei boschi della valle del Treja. I numerosi sentieri permettono di trascorrere una giornata nella natura, tra boschi e corsi d’acqua. Si può lasciare la macchina in un comodo parcheggio gratuito, segnalato lungo la strada.

Tra le cose da vedere nella Tuscia, le cascate del monte Gelato
Cascate nella valle del Treja, una delle meraviglie della Tuscia

Dove dormire nella Tuscia

Per questo itinerario ho scelto tre strutture in posizioni strategiche, perfette per seguire le diverse tappe del viaggio: una nei dintorni di Viterbo, una a Civita di Bagnoregio e una non troppo distante dal Lago di Bracciano. Se cercate un soggiorno che unisca atmosfera e comodità, trovate tutti i dettagli nell’articolo dedicato a dove dormire nella Tuscia.

Se amate i piccoli borghi, non perdetevi anche la guida ai borghi più belli della Sabina, un altro angolo del Lazio tutto da scoprire,e la guida su cosa vedere ai Castelli Romani senza dimenticare la bellissima Ciociaria. Se invece avete voglia di cambiare paesaggio, scoprite anche la Riviera di Ulisse e le montagne dei Monti Simbruini.

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