Riviera di Ulisse: cosa vedere in 3 giorni (itinerario completo)
La Riviera di Ulisse è una delle zone più affascinanti del Lazio, perfetta per un viaggio di 3 giorni tra mare, borghi e natura. In questo itinerario scoprirai cosa vedere a Sperlonga, Gaeta e Terracina, con consigli pratici su spostamenti, tempi e tappe imperdibili.
L’origine della riviera di Ulisse, nel basso Lazio, è ammantata nel mito. Stando ai racconti di Omero, è sull’isola di Eea, che Ulisse naufragando con tutto il suo equipaggio, subì il fascino della maga Circe. L’isola di Eea corrisponde al promontorio del monte Circeo. Quando è avvolto dalla nebbia, sembra davvero un’isola in mezzo al mare. Lo si vede ovunque si volge lo sguardo, si dice che il suo profilo ricordi quello della maga.
Oggi a sedurre, è il fascino discreto e raccolto di questi luoghi. La costa aspra e rocciosa che si estende tra San Felice Circeo e Gaeta, è interrotta da bellissime spiagge e piccole baie nascoste, bagnate da acque limpide e turchesi. Alle spalle, la rigogliosa natura dei Monti Aurunci e del Parco nazionale del Circeo, la più vasta foresta in pianura d’Italia. All’orizzonte, quasi fossero un miraggio, fanno capolino le affascinanti isole pontine.

Continuando a leggere, scoprirete l’incanto di un territorio immerso in paesaggi mozzafiato. Troverete inoltre tutte le attrazioni e i luoghi da non perdere durante la vostra visita e i gli indirizzi da appuntare per gustare un’autentica cucina locale. Anche se avete pochi giorni a disposizione, basteranno per il fare il pieno di bellezza.
Per quanto riguarda l’alloggio, vi racconto la mia esperienza nella struttura in cui ho soggiornato nel Circeo.
Giorno 1: San Felice Circeo e Terracina
Mattinata a San Felice Circeo
La scoperta del territorio, inizia da San Felice Circeo, un piccolo scrigno di case colorate con splendidi affacci sul blu del mare. Una sosta veloce al Faro di Capo Circeo e poi via, direzione porto, per un gustoso e indimenticabile pranzo di pesce alla Locanda degli artisti.



Pomeriggio e sera a Terracina
Si riparte in direzione del maestoso tempio di Giove Anxur, un antico tempio romano costruito sulla cima del monte sant’Angelo. Il luogo è davvero suggestivo, non solo per l’imponenza della struttura ma anche per la spettacolare vista su tutta la riviera di Ulisse. Osservando l’estensione dei ruderi dell’intero complesso monumentale, si può immaginare quanto grandioso dovesse essere questo sito nell’antichità.



Importanti testimonianze romane, le ritroviamo anche nel centro storico di Terracina. Nella spettacolare Piazza del Municipio, dove ancora oggi si calpesta l’antico basolato della via Appia, ritroviamo i sorprendenti resti dell’antico Foro Emiliano. Perfettamente conservato l’emiciclo del Teatro Romano e il Capitolium. Da non perdere anche la cattedrale di san Cesareo che domina con il suo campanile l’intera piazza del Municipio.

Per la serata regalatevi una raffinata cena di pesce all’hostaria del vicoletto, magari accompagnata da un buon Moscato di Terracina.
Giorno 2: Sperlonga e Gaeta
Mattinata a Sperlonga
Sperlonga, è un incantevole e candido borgo situato proprio sul mare. La sua atmosfera, le stradine strette e le case bianche ricoperte di colorate bouganville, ricordano molto un villaggio andaluso o una chora greca. Gironzolate senza meta alla ricerca dello scorcio più bello, come quello della piazzetta del Pozzetto.
Approfittate della vicinanza al centro storico della spiaggia di Levante, per un tuffo rigenerante nelle acque trasparenti della costa. Non prima però di esservi fermati a comprare un po’ di tiella da mangiare sulla spiaggia. Da assaggiare nella versione classica, con la scarola e le olive di Gaeta, oppure nella variante con il polpo. Da qui si ha una bella vista della particolare torre Truglia, una torre di avvistamento posta a difesa dai pirati, diventata uno dei simboli di Sperlonga.
Che la riviera di Ulisse fosse un luogo incantevole, se ne erano già accorti gli imperatori romani, che proprio in questa zona avevano le loro ville più belle. Prima di lasciare Sperlonga quindi, senza dubbio merita una visita la villa imperiale di Tiberio e la grotta dove l’imperatore aveva il suo accesso personale e privato al mare. Compreso nel biglietto di ingresso anche il museo archeologico nazionale.
Pomeriggio e sera a Gaeta
Prima di esplorare il borgo di Gaeta, consiglio una sosta a “Il molo“, per uno dei gelati più buoni che abbiate mai assaggiato. Dopo che vi sarete rifocillati, sarete pronti per iniziare a salire o a scalare, dipende dai punti di vista, il centro storico. Gaeta vecchia infatti è un intricato labirinto di stretti vicoli che si inerpicano fino al castello angioino-aragonese. Durante la salita incontrerete la chiesa di san Francesco che grazie alla sua posizione panoramica, offre un’incantevole vista su tutto l’abitato. Bellissima anche la vista sul campanile della cattedrale di Gaeta, dai particolari richiami islamici.



A Gaeta non avrete difficoltà a trovare un buon posto dove mangiare. La cittadina pullula di ottimi ristorantini. In città si dice che il migliore sia il ristorante “La salute”, ma occore prenotare per tempo.
Giorno 3: Gaeta tra mare, storia e panorami
La spiaggia di Serapo
L’ultimo giorno dedicatelo alla scoperta delle spiagge più belle di Gaeta. La spiaggia di Serapo, è quella più vicina al centro storico e per questo anche la più frequentata. Il litorale è una lunga distesa di sabbia fine, bagnato da acque cristalline e racchiuso tra il monte Orlando e il promontorio di Fontania, la cui forma ricorda quella di una nave. Leggenda vuole sia la nave naufragata di Ulisse trasformata in pietra dalla maga Circe.

E dopo il bagno, niente di meglio di un bel piatto di spaghetti alle vongole fronte mare. Dove? Io ho provato quelli del chiosco Palm Beach ed erano squisiti.
La montagna spaccata e la grotta del Turco
Il resto della giornata passatelo visitando la montagna spaccata, sul monte Orlando. È una profonda fenditura a strapiombo sul mare che secondo la tradizione cristiana si sarebbe formata nell’istante esatto della morte di Gesù. All’interno si trova anche la grotta del Turco, così chiamata per l’impronta sulla roccia di quella che sembra essere una mano, attribuita a un marinaio turco. Secondo la leggenda, quest’ultimo, piuttosto scettico sull’origine sacra della fenditura, si dovette ricredere quando la sua mano rimase impressa nella pietra, confermando la natura miracolosa del luogo.
Prima di ripartire, non dimenticatevi di fare incetta di golosi souvenir. L’indirizzo giusto è da Scherzerino, una boutique di gastronomia nel paesino medievale di Itri.
Idea in più: il Cisternone romano di Formia
Prima di lasciare la riviera di Ulisse, se riuscite, fate una deviazione per Formia. Lo so, allungherete un pochino il viaggio, ma credetemi ne vale la pena. Non tutti infatti, sono a conoscenza del fatto che in questa cittadina si trova un antico cisternone romano risalente addirittura al I secolo a.C., una struttura che per oltre un secolo è stata considerata la più grande cisterna al mondo. Rimarrete rapiti dalla bellezza del luogo.
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