Cosa vedere in Sabina: i borghi più belli e i luoghi da non perdere
In questo articolo vi porto alla scoperta di alcuni dei borghi più belli della Sabina, tra vicoli in pietra, panorami collinari, abbazie, piccoli paesi arroccati e le acque spettacolari del Lago del Turano.
Ci si accorge di essere in Sabina quando, lasciata Roma alle spalle e percorsa l’antica via Salaria, il paesaggio urbano lascia spazio a distese di boschi e ulivi a perdita d’occhio.

La Sabina prende il nome dall’antico popolo dei Sabini e si estende tra la provincia di Roma e quella di Rieti, arrivando fino ai confini con l’Umbria e l’Abruzzo.
Rispetto ad altre zone del Lazio più conosciute, non è una terra dal forte richiamo turistico. Ed è proprio questo, secondo me, uno dei suoi punti di forza.
La natura ancora preponderante, i piccoli borghi che richiamano alla lentezza e una cucina genuina, sono infatti il suo più invitante biglietto da visita.
Se cercate quindi cosa vedere in Sabina per una gita fuori porta da Roma o per un weekend, ecco alcuni dei luoghi che meritano davvero una visita.
I borghi più belli da vedere in Sabina
Casperia, il borgo sul Monte Aspra
Tra i borghi della Sabina, Casperia è sicuramente tra i miei preferiti.
Ha origini antichissime e viene citata addirittura da Virgilio nell’Eneide. Il suo centro storico, interdetto alle automobili, si sviluppa tutto in salita e si avvolge come una chiocciola attorno al Monte Aspra.
Passeggiare per Casperia significa soprattutto lasciarsi guidare dalla sua particolare struttura, tra vicoli, archi, piccole piazze e case in pietra, seguendo le strade che salgono gradualmente verso la parte più alta del paese.
Dopo aver gironzolato per le vie acciottolate del paese, rifocillatevi presso l’Osteria Vigna. Si trova proprio lungo il belvedere che circonda il paese e regala una vista strepitosa sui Monti Sabini.
Casperia fa inoltre parte dei borghi insigniti della Bandiera Arancione, il marchio assegnato dal Touring Club Italiano alle località dell’entroterra che si distinguono per la qualità dell’accoglienza.
Farfa e la sua abbazia tra storia e spiritualità
Circondata da uno scenario di ulivi, Farfa è un gioiellino da non perdere in una visita nella Sabina. È un borgo minuscolo che si è sviluppato attorno all’imponente abbazia benedettina che per secoli è stata un importante e potente centro religioso. Talmente conosciuta che qui, ci ha soggiornato persino Carlo Magno durante un suo viaggio verso Roma.

La visita alla chiesa è libera, oltre alla bellezza architettonica che vi lascerà incantati, nelle cappelle laterali sono custodite tre tele di Orazio Gentileschi e probabilmente quello che è il primo dipinto di sua figlia, Artemisia Gentileschi.
La visita ai chiostri e alla biblioteca è invece a pagamento e si svolge accompagnati da una guida. Sul sito dell’abbazia trovate tutte le informazioni su come procedere per la prenotazione.
Ma non fermatevi soltanto all’abbazia. Il paesino di Farfa è una vera bomboniera. Le strade acciottolate, le casine in pietra, le botteghe dalle insegne medievali e i vicoli pieni di fiori, lo rendono uno dei luoghi più piacevoli da visitare in questa parte della Sabina.


Roccantica, tra storia e panorami
Un altro borgo della Sabina che merita assolutamente una visita è Roccantica, piccolo paese medievale arroccato sulle pendici dei Monti Sabini.
Passeggiando nel centro storico si incontrano antiche mura, la Torre di avvistamento e suggestivi scorci sulle montagne circostanti. Il borgo conserva inoltre importanti testimonianze del suo passato, tra cui il complesso del Castello-Monastero delle Clarisse e la Chiesa di Santa Caterina, decorata con affreschi quattrocenteschi.
Se visitate Roccantica in primavera, vale la pena cercare anche il Roseto Vacunae Rosae, un grande giardino botanico che raccoglie migliaia di varietà di rose ed è aperto al pubblico nei fine settimana di maggio su prenotazione.
Per chi ama camminare, da Roccantica parte un sentiero ad anello che si addentra nei boschi dei Monti Sabini e raggiunge luoghi suggestivi come l’Eremo di San Leonardo, una piccola chiesa rupestre ricavata all’interno di una grotta naturale, e la Dolina del Revotano, una particolare formazione carsica. Il tragitto richiede circa 2 ore e 15 minuti e presenta una difficoltà media, con alcuni tratti in salita e discesa, quindi è adatto a chi è abituato a camminare su sentieri.


Castel di Tora, il borgo da fiaba sul Lago del Turano
Se c’è una zona della Sabina che negli ultimi anni mi ha conquistata particolarmente, è quella del Lago del Turano, un bacino artificiale lungo circa 10 chilometri, incastonato come uno smeraldo nel paesaggio della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.
E proprio sulle sue rive sorge uno dei borghi più interessanti della Sabina, Castel di Tora.
Il paese sembra quasi un presepe affacciato sull’acqua, con le case in pietra che scendono lungo il pendio e il lago che fa da sfondo.
Non a caso Castel di Tora fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Il centro storico è piccolo e si visita tranquillamente a piedi. Il consiglio è quello di non avere fretta: lasciatevi guidare dai vicoli, dalle scalinate e dai piccoli passaggi che conducono verso i punti panoramici.
Uno dei simboli del paese è la Torre, insieme al Palazzo Scuderini Rossi, mentre dalla parte alta del borgo si aprono alcune delle viste più belle sul lago.

Colle di Tora e il paesaggio del Lago del Turano
Dall’altra parte del lago si trova Colle di Tora, uno dei borghi più particolari di questa zona.
La sua caratteristica più scenografica è la posizione: il paese si protende infatti sul Lago del Turano come una piccola penisola.
Prima della costruzione della diga, qui sorgeva Collepiccolo, poi con la formazione del bacino, parte della valle venne sommersa e il paese fu ricostruito più in alto con il nome di Colle di Tora.
Passeggiando nel centro storico si possono vedere il Castello, la Chiesa di San Lorenzo e la più antica Chiesa di Santa Anatolia.
Ma il vero spettacolo, ancora una volta, è il panorama.
Dalla parte alta del paese il Lago del Turano appare in tutta la sua bellezza, circondato dai boschi e dalle montagne della Riserva Natura

Collalto Sabino e il suo castello panoramico
Collalto Sabino fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia e bello lo è davvero. È un gioiellino arroccato a quasi 1.000 metri di altitudine. Dalla sua posizione privilegiata si gode di un panorama spettacolare sull’Appennino, che nelle giornate limpide arriva a comprendere il Gran Sasso, il Terminillo e la Maiella.
Conserva un centro storico fermo a un’altra epoca, fatto di vicoli in pietra, strade acciottolate, antiche porte e scorci che si aprono sulle montagne circostanti.
Il cuore del paese è il Castello Baronale, una possente fortificazione che domina l’abitato e che conserva torri, mura e il caratteristico mastio. Purtroppo non è possibile visitarlo in quanto di proprietà privata.
È possibile invece visitare e a titolo gratuito, il piccolo Ecomuseo Monte Navegna e Monte Cervia, in piazza Guglielmo Marconi. Custodisce reperti che testimoniano le origini preromane del borgo, risalendo fino all’antico popolo degli Equi.

Contrasta con l’aspetto medievale del borgo, la Chiesa della Madonna della Speranza, annessa al Villino Latini, poco fuori le mura. Costruita nella seconda metà del Settecento, sorprende per il suo particolare stile neogotico.

Orvinio, tra il borgo medievale e i Monti Lucretili
Tra i borghi della Sabina che meritano una deviazione c’è anche Orvinio, arroccato su un colle nel cuore del Parco Naturale dei Monti Lucretili. Si trova a circa una ventina di chilometri da Collalto e potete unire in una giornata la visita di entrambi. La strada che li separa è davvero bella, vi ritroverete interamente circondati da fitte foreste.
Il centro storico si sviluppa intorno al Castello Malvezzi Campeggi, le cui mura merlate e il maschio cilindrico dominano ancora oggi il paese. Attraversando l’antico arco di Piazza Garibaldi si entra nel borgo, dove è piacevole passeggiare tra le stradine in pietra, le piccole piazze e gli edifici storici.
Orvinio è particolarmente interessante anche per il paesaggio che lo circonda: fuori dalle mura iniziano i boschi e i sentieri dei Monti Lucretili, frequentati da escursionisti, ciclisti e pellegrini del Cammino di San Benedetto. In primavera, inoltre, la zona di Pratarelle è conosciuta per la presenza di numerose varietà di orchidee selvatiche, un dettaglio che rende ancora più suggestiva la visita.
Se avete voglia di continuare a esplorare il Lazio, potete proseguire il viaggio alla scoperta della Ciociaria, della Tuscia, dei Castelli Romani oppure scendere verso il mare e raggiungere la Riviera di Ulisse. Se invece volete spingervi in montagna, potete proseguire il viaggio alla scoperta dei Monti Simbruini.
Nel rilasciare un commento, dichiari di aver letto e compreso la Privacy Policy di questo sito