Lago di San Domenico, nella valle del Sagittario

Valle del Sagittario: cosa vedere tra borghi e gole in Abruzzo

Situata tra Anversa degli Abruzzi e Scanno, a pochi chilometri da Sulmona, questa valle è attraversata dal fiume Sagittario, che nel tempo ha creato canyon profondi e scenari davvero unici.

Cosa vedere nella Valle del Sagittario tra borghi e natura

Tra curve e paesaggi che cambiano continuamente, la Valle del Sagittario si scopre attraverso tre tappe principali: Anversa degli Abruzzi, porta d’ingresso alle gole, Villalago con il suo lago sospeso tra le montagne, e Scanno, uno dei borghi più caratteristici dell’Abruzzo.

Anversa degli Abruzzi : il borgo d’ingresso alle gole

Arroccata su un’altura che domina il paesaggio, Anversa, è la porta di ingresso per esplorare la Riserva Naturale Regionale Gole del Sagittario.

Veduta del borgo di Villalago nella valle del Sagittario

Il paesino è delizioso, tant’è che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia. Il contesto naturale in cui è inserito lascia davvero incantati e rende piacevole passeggiare tra i suoi vicoli.  

Se poi l’ora è quella giusta, fermatevi al ristorante “La Fiaccola”, sul corso principale. L’ambiente è familiare e il menù, rispecchia le tradizioni del territorio. Imperdibile il tagliere dei formaggi locali, la vera specialità del luogo, sono uno più buono dell’altro!  

Gole del Sagittario: il cuore della valle

Dal paese, per raggiungere la riserva delle Gole del Sagittario, basta seguire le numerose indicazioni. Se non siete automuniti, è raggiungibile anche a piedi, con un apposito percorso pedonale di circa due chilometri. Considerate però che al ritorno è tutto in salita.

Se invece ci arrivate in macchina, tenete conto che i posti per parcheggiare sono davvero pochi. È presente anche un’area sosta per i camper. 

L’accesso alla riserva è libero e gratuito tutto l’anno. All’entrata, ad accogliervi, c’è un’area picnic e un giardino botanico. Da qui si diramano due sentieri: il percorso del fiume e il percorso geologico. 

I percorsi segnalati nella riserva delle gole del Sagittario

I sentieri delle Gole del Sagittario

Il primo, il sentiero numero 15, è quello più semplice e corto. Si svolge completamente in piano e all’ombra. Segue il corso del fiume Sagittario per circa 1,5 km. Al termine, si arriva sulla strada asfaltata che collega Anversa con la località di Bugnara, quindi occorre tornare indietro. Ideale per chi desidera fare un trekking facile.

Il sentiero del fiume nella riserva delle gole del Sagittario

Il secondo sentiero invece, il numero 18, è un percorso ad anello di circa 7.5 km, e collega la riserva al paese di Castrovalva, posto ad una altezza di circa 860 metri. 

 Castrovalva è un pugno di case e una trentina di abitanti, da cui si abbraccia con lo sguardo tutta la valle del Sagittario con le sue gole.

Lo stesso artista olandese Escher, durante il suo viaggio in Italia, ne rimase talmente affascinato da riprodurlo nei suoi disegni. 

Da Castrovalva, si può scegliere di tornare indietro dallo stesso sentiero 18, oppure per il sentiero 19, il quale richiede un trekking più lungo e impegnativo.

Il Lago di San Domenico : il lago smeraldo

Il tragitto che da Anversa porta al paese di Villalago, lascia senza parole. Strapiombi, curve e gallerie scavate nella nuda roccia, rendono il percorso molto amato, soprattutto dai motociclisti. 

Tragitto da Anversa a Villalago
Galleria da Anversa a Villalago

Durante il tragitto, stenterete a credere che ci siano paesaggi così a sole due ore da Roma. Nulla però, in confronto alla vista che si apre sul lago di San Domenico.

Creato dallo sbarramento del fiume Sagittario, colpisce per il verde intenso delle sue acque, tanto da essere conosciuto come il lago smeraldo. Incastonato tra le gole, sorge proprio ai piedi dell’abitato di Villalago.

Lago di San Domenico, nelle gole del Sagittario

L’ideale sarebbe quello di trovare parcheggio lungo la strada che costeggia il lago. Purtroppo, le piazzole non sono molte e durante la bella stagione, come potete immaginare, si riempiono subito.  Non consiglio però di lasciare la macchina al di fuori dei parcheggi previsti, perché la strada è stretta e a doppio senso. In più le multe sono piuttosto frequenti, proprio per arginare il fenomeno.  

In alternativa, si può raggiungere il lago tramite un sentiero che parte dal grazioso borgo di Villalago. Qui, infatti, non ci sono problemi di parcheggio, la macchina può essere lasciata sia alla piccola piazza di accesso al sentiero quanto lungo la strada.  

Il percorso, di circa 3 km, è per la maggior parte in discesa e all’ombra. In più si ha la possibilità di vedere il lungo canyon del fiume dall’alto, seguendone per gran parte il tracciato. Considerate che però al ritorno, il tragitto è tutto in salita. Io ho dovuto fermarmi più volte per riprendere fiato. Inoltre, sono necessarie scarpe da trekking per evitare di scivolare sul brecciolino. Se siete con bambini piccoli, tenete conto che non si può affrontare con il passeggino.  

Canyon del fiume Sagittario

Una volta raggiunto il lago ci si può rifocillare sulle sue sponde, consumando un pranzo a sacco oppure nell’unico punto ristoro presente, attrezzato con servizi igienici. La pace del luogo viene ogni tanto interrotta da un’oca starnazzante che non si farà problemi a chiedervi un po’ di cibo.  È invece vietato per motivi di sicurezza fare il bagno.  

Sponde del lago di San Domenico, nella valle del Sagittario
Un oca, ospite fisso lungo le sponde del lago di san Domenico

Dal ponte del lago, si accede a una chiesa piccolissima databile intorno all’anno mille. Nella porticina dietro l’altare, salendo i gradini, si arriva ad una grotta. Secondo la tradizione, è stata l’eremo di San Domenico da cui il lago prende il nome. Il porticato che precede l’entrata alla chiesetta, forma una cornice perfetta per fotografare il lago dall’alto. Da qui si percepisce in modo ancora più evidente il suo colore smeraldo. 

Chiesetta sul lago di San Domenico
Scorcio del lago di San Domenico visto dal portico della chiesa

Villalago: il borgo sul lago

Anche Villalago fa parte della lista dei borghi più belli d’Italia. Dopo aver gironzolato per il paese, concedetevi una sosta al piccolissimo lago Pio. A pochi minuti a piedi dal centro, se sarete fortunati, avrete la  possibilità di incontrare i cervi.  In questa oasi di pace, infatti, a detta dei locali, non è così insolito che gli animali vengano ad abbeverarsi o a farsi un bagno rinfrescante. Io purtroppo non sono stata così fortunata da avvistarli. 

L'abitato di Villalago
Lago Pio, nel paese di Villalago

Scanno: il borgo dei fotografi

A poco meno di 10 km da Villalago, da vedere è il delizioso paese di Scanno, conosciuto come il borgo dei fotografi. Tale fama è merito del fotografo Henri-Cartier Bresson. Fu talmente rapito dalla bellezza del posto che iniziò a fotografarne ogni scorcio e angolo, richiamando in tal modo altri colleghi famosi.  

Una volta qui, fermatevi ad assaggiare il suo dolce più celebre, il pan dell’orso, a base di mandorle e miele e ricoperto di cioccolato. Tipici sono anche i mostaccioli, così chiamati per la presenza del mosto tra gli ingredienti principali.  

Passeggiando per il paese, sicuramente noterete la presenza di numerose gioiellerie.  Scanno infatti, ha una lunga tradizione orafa alle spalle, risalente addirittura al XVII secolo. Particolarmente affinata è la lavorazione della filigrana d’oro. La ritroviamo nella creazione dei gioielli che decorano il costume tipico delle donne scannesi. Sono monili davvero particolari che troverete solamente qui. La tradizione vuole che si regalino in occasione di fidanzamento o matrimonio.

Accanto all’arte orafa si affianca un’altra arte antica, quella del ricamo a tombolo. Una lavorazione che riesce a sopravvivere grazie ai corsi professionali organizzati dalle merlettaie e dalle suore del borgo.

Il lago di Scanno

Ai piedi dell’abitato, l’omonimo lago, durante la bella stagione richiama frotte di turisti. Otre ad essere balneabile è ben attrezzato per il relax e il divertimento, con stabilimenti, ristoranti e noleggi di canoe e pedalò.  

Dal lago, parte il famoso sentiero del cuore, che prevede una camminata di circa un’ora. È così chiamato perché una volta in cima, per un effetto di prospettiva, il lago sembra assumere una forma a cuore che lo ha reso oramai celebre.  

Come arrivare nella Valle del Sagittario

In auto, provenendo da Roma, percorrere la A24 e poi la A25 fino all’uscita per Cocullo. Seguire le indicazioni per Anversa degli Abruzzi. 

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